Lettera di dimissioni: guida completa con esempi e fac simile
Scrivere una lettera di dimissioni sembra una cosa semplice, ma se vuoi lasciare il lavoro senza intoppi è importante conoscere sia la procedura prevista dalla normativa italiana sia le buone pratiche da seguire.
Se stai cercando un esempio di lettera di dimissioni, sei nel posto giusto: in questa guida trovi la procedura telematica aggiornata, consigli pratici e sei modelli di lettera pronti da personalizzare. Ti spieghiamo inoltre cosa scrivere nella lettera, quando consegnarla e quali errori evitare, così puoi gestire le dimissioni con professionalità e senza rovinare il rapporto con il tuo datore di lavoro.
Cos'è una lettera di dimissioni e a cosa serve
La lettera di dimissioni è il documento con cui comunichi ufficialmente al datore di lavoro la tua volontà di interrompere il rapporto di lavoro. Sebbene le dimissioni volontarie debbano essere presentate online tramite la procedura telematica prevista dalla legge, la lettera resta uno strumento importante per comunicare la tua decisione in modo chiaro e professionale.
L'obbligo della procedura telematica è stato introdotto nel 2016 per contrastare il fenomeno delle “dimissioni in bianco”: in pratica, alcune aziende facevano firmare ai neoassunti una lettera di dimissioni senza data, che poi utilizzavano impropriamente quando faceva comodo a loro. Oggi la procedura online garantisce una maggiore tutela del lavoratore e rende le dimissioni più sicure e trasparenti.
Una buona lettera di dimissioni serve a tre cose:
- Comunica ufficialmente al datore di lavoro la tua decisione di lasciare l'azienda.
- Documenta il rispetto del periodo di preavviso, se il contratto lo prevede.
- Contribuisce a tutelare la tua reputazione professionale, aiutandoti a chiudere il rapporto di lavoro in modo corretto e rispettoso.
Quando è obbligatoria e quando è facoltativa
La procedura telematica di dimissioni è obbligatoria per la maggior parte dei lavoratori dipendenti del settore privato e rappresenta l’unica modalità valida per comunicare ufficialmente la cessazione del rapporto di lavoro. In questi casi, l’invio online tramite portale dedicato sostituisce qualsiasi forma di comunicazione informale o cartacea ai fini della validità delle dimissioni.
Detto questo, molte aziende chiedono comunque una copia cartacea della lettera come prassi interna o per esigenze amministrative, anche se questa non ha valore legale se non è accompagnata dalla procedura telematica.
La lettera di dimissioni cartacea o via email resta invece l'unico strumento valido per le categorie escluse dall'obbligo telematico (vedi sezione successiva).
Come funziona la procedura telematica in Italia
Vediamo ora nel dettaglio come si compila e si invia la comunicazione di dimissioni tramite la procedura telematica, quali strumenti sono necessari e quali passaggi seguire per farla nel modo giusto.
Come inviare le dimissioni online con SPID o CIE
La procedura si svolge interamente online, sul portale del Ministero del Lavoro. Ecco i passaggi:
- Accedi al portale del Ministero del Lavoro (servizi.lavoro.gov.it) utilizzando le tue credenziali SPID o CIE.
- Compila il modulo online con i dati relativi al rapporto di lavoro (azienda, tipo di contratto, data di cessazione e altre informazioni richieste).
- Invia il modulo: la comunicazione viene trasmessa automaticamente anche al datore di lavoro via PEC.
Se il tuo rapporto di lavoro è iniziato prima del 2008, dovrai inserire manualmente alcuni dati aggiuntivi, come la data di inizio del rapporto, il tipo di contratto e i dati del datore di lavoro.
Se non hai ancora attivato lo SPID, puoi ottenerlo gratuitamente tramite uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Intesa, Namirial e altri).
Chi può rivolgersi a un CAF o patronato
Non sei obbligato a fare tutto da solo: puoi rivolgerti a enti abilitati che si occupano di compilare e inviare la procedura telematica per conto tuo. Tra questi rientrano:
- CAF (Centri di Assistenza Fiscale)
- Patronati
- Sindacati
- Consulenti del lavoro
Questa opzione è utile soprattutto se non hai dimestichezza con i portali digitali o se hai bisogno di assistenza per compilare correttamente tutti i dati richiesti dalla procedura.
Chi è escluso dalla procedura telematica
Non tutti i rapporti di lavoro rientrano nell’obbligo di dimissioni telematiche. Alcune categorie continuano a usare modalità tradizionali, come la lettera cartacea, la PEC o la raccomandata.

Per le lavoratrici in gravidanza e nei primi tre anni dalla nascita del bambino è prevista una tutela rafforzata: le dimissioni, in questi casi, devono essere convalidate dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro, per verificare che siano una scelta libera e non frutto di pressioni.
Come revocare le dimissioni entro sette giorni
Puoi revocare le dimissioni entro sette giorni di calendario dall'invio del modulo telematico, come previsto dall’art. 26, comma 2, del D.Lgs. 151/2015.
La revoca deve essere effettuata con la stessa procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro, accedendo con SPID o CIE e selezionando l’apposita funzione di annullamento della comunicazione già inviata.
Trascorsi i sette giorni, le dimissioni diventano definitive e non sono più revocabili. In caso di ripensamento successivo, il lavoratore potrà eventualmente presentare una nuova comunicazione di dimissioni per lo stesso rapporto di lavoro, che resterà comunque soggetta alla normale procedura e non potrà essere annullata oltre i termini previsti.
Come scrivere una lettera di dimissioni: struttura e checklist
La tua lettera di dimissioni deve essere composta da alcuni elementi essenziali, simili a quelli di una lettera di presentazione. Esaminiamoli nel dettaglio.
Gli elementi essenziali della lettera
- Intestazione: in alto a sinistra, indica il tuo nome e cognome, indirizzo di residenza, numero di telefono e indirizzo email.
- Destinatario: sotto l'intestazione, a destra, specifica a chi è indirizzata la lettera (datore di lavoro o ufficio risorse umane). Includi: nome del tuo responsabile, ruolo e nome dell'azienda.
- Data: indica il luogo e la data di invio. La data è fondamentale per calcolare i giorni dell’eventuale preavviso previsto nel contratto di lavoro.
- Oggetto: scrivi "Dimissioni volontarie" invece del semplice "Dimissioni": è più chiaro e più professionale.
- Corpo della lettera: esprimi in modo sintetico la volontà di dimetterti e, se desideri, ringrazia per l’esperienza lavorativa.
- Saluti finali: concludi la tua lettera di dimissioni con una formula professionale, come “Cordiali saluti”.
- Firma: lascia uno spazio per la tua firma per convalidare la paternità della lettera.
Checklist prima di inviare la lettera
Prima di consegnare o inviare la tua lettera di dimissioni, verifica sempre che sia completa e corretta. Per evitare errori e dimenticanze, puoi usare questa checklist:
✓ Hai indicato il tuo nome completo e i dati di contatto?
✓ Hai indicato il nome e il ruolo del destinatario?
✓ Hai specificato la data di decorrenza delle dimissioni?
✓ Hai rispettato il periodo di preavviso previsto dal tuo CCNL?
✓ Hai espresso disponibilità per il passaggio di consegne?
✓ Il tono è professionale e privo di critiche?
✓ Hai firmato la lettera?
✓ Hai inviato la comunicazione telematica (se obbligatoria)?
Il periodo di preavviso: quanto dura e come calcolarlo
Nella maggior parte dei casi, chi si dimette è tenuto a rispettare un periodo di preavviso prima della cessazione del rapporto di lavoro. La durata dipende dal contratto collettivo applicato (CCNL), dal livello di inquadramento, dall'anzianità di servizio e, in alcuni casi, dalla qualifica del lavoratore. Conoscere il preavviso previsto è fondamentale per evitare conseguenze economiche e concludere il rapporto di lavoro nel rispetto delle regole.
Preavviso per i principali CCNL (tabella)

Nota: il periodo di preavviso decorre generalmente dal primo o dal sedicesimo giorno del mese, a seconda di quanto previsto dal CCNL applicato. Verifica sempre il tuo contratto collettivo di riferimento. Se non conosci il CCNL applicato al tuo rapporto di lavoro, lo trovi indicato in busta paga.
Cosa succede se non si rispetta il preavviso
Se ti dimetti senza rispettare il periodo di preavviso previsto dal tuo CCNL, il datore di lavoro può trattenere dalla liquidazione finale un importo pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato: è la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso.
In molti casi, tuttavia, lavoratore e datore di lavoro si accordano per ridurre o azzerare il periodo di preavviso. In tal caso, il rapporto di lavoro può terminare in una data diversa da quella prevista dal contratto, senza conseguenze economiche.
Un'altra possibilità è utilizzare, previo accordo con il datore di lavoro, i giorni di ferie residui per coprire in tutto o in parte il periodo di preavviso. Poiché le modalità di fruizione delle ferie possono variare in base al CCNL e alle esigenze organizzative dell'azienda, conviene concordare preventivamente questa soluzione con il datore di lavoro o con l'ufficio risorse umane.
Sei esempi di lettera di dimissioni pronti da usare
Di seguito trovi sei esempi di lettera di dimissioni per differenti situazioni lavorative. Puoi utilizzarli come punto di partenza e personalizzarli in base alle tue esigenze.
Lettera di dimissioni con preavviso
Quando usarla: è il modello standard. Usala quando vuoi rispettare il periodo di preavviso previsto dal tuo contratto.
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Lettera di dimissioni senza preavviso
Quando usarla: solo in casi specifici previsti dalla legge (giusta causa, periodo di prova, gravidanza, ecc.). Usarla in altri casi può comportare una trattenuta sulla liquidazione.
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Lettera di dimissioni per giusta causa
Quando usarla: quando il datore di lavoro ha commesso gravi inadempienze (mancato pagamento dello stipendio, mobbing, comportamento ingiurioso, ecc.). In questo caso hai diritto all'indennità sostitutiva del preavviso.
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Lettera di dimissioni durante il periodo di prova
Quando usarla: durante il periodo di prova, entrambe le parti possono recedere dal contratto senza preavviso e senza penali (salvo diversa disposizione contrattuale).
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Lettera di dimissioni per motivi personali
Quando usarla: quando vuoi dimetterti per ragioni personali (trasferimento, salute, famiglia) senza entrare nei dettagli.
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Lettera di dimissioni con tono riconoscente
Quando usarla: quando hai avuto un buon rapporto con l'azienda e vuoi lasciare un ricordo positivo.
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Dimissioni senza preavviso: quando è possibile
In alcune situazioni particolari è possibile rassegnare le dimissioni senza rispettare il periodo di preavviso. Si tratta di casi tutelati espressamente dalla legge, nei quali il lavoratore può interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato.
Giusta causa: definizione e casi concreti
Le dimissioni per giusta causa ti consentono di interrompere immediatamente il rapporto di lavoro, senza preavviso. Si parla di giusta causa quando la prosecuzione del rapporto è diventata impossibile o gravemente pregiudizievole per il lavoratore a causa di comportamenti imputabili al datore di lavoro.
Tra le situazioni che possono integrare una giusta causa rientrano, ad esempio:
- Mancato o ritardato pagamento dello stipendio.
- Omesso versamento dei contributi previdenziali.
- Comportamenti ingiuriosi, offensivi o gravemente lesivi da parte del datore di lavoro o del superiore gerarchico.
- Mobbing, ossia una serie di comportamenti vessatori e persecutori che compromettono la dignità e il benessere del lavoratore.
- Molestie sessuali subite sul luogo di lavoro.
- Richiesta di svolgere prestazioni illecite da parte del datore di lavoro.
In presenza di una di queste circostanze, è consigliabile conservare tutta la documentazione utile a dimostrare i fatti e, se necessario, rivolgersi a un sindacato, a un consulente del lavoro o a un avvocato specializzato in diritto del lavoro per valutare il caso specifico.
Maternità, paternità e altre tutele
La normativa italiana prevede tutele specifiche per i lavoratori che si trovano in particolari situazioni familiari. In questi casi è possibile rassegnare le dimissioni senza rispettare il periodo di preavviso e, se ricorrono i requisiti previsti dalla legge, mantenere il diritto alle indennità previste.
Le principali tutele riguardano:
- Lavoratrici in gravidanza e madri lavoratrici: possono dimettersi senza preavviso durante la gravidanza e fino al compimento del terzo anno di età del bambino. La stessa tutela vale anche per adozione o affidamento, entro i limiti previsti dalla legge.
- Padre lavoratore: beneficia della stessa tutela durante il periodo in cui usufruisce del congedo di paternità previsto dalla legge.
- Matrimonio: il lavoratore o la lavoratrice può presentare le dimissioni senza preavviso nel periodo che va dalla data delle pubblicazioni di matrimonio fino a un anno dalla celebrazione.
Importante: in queste situazioni le dimissioni non seguono la procedura telematica ordinaria. Per essere valide devono essere convalidate dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro, che verifica la libera volontà del lavoratore o della lavoratrice e garantisce una maggiore tutela contro eventuali pressioni o abusi.
Come dare le dimissioni in modo professionale
Gestire le dimissioni con professionalità non significa solo rispettare gli aspetti formali e legali, ma anche curare il modo in cui comunichi la tua decisione e chiudi il rapporto di lavoro. Un approccio corretto aiuta a preservare le relazioni e a lasciare un buon ricordo.
Come comunicarlo al responsabile prima della lettera formale
Prima di inviare la comunicazione ufficiale, è consigliabile informare direttamente il tuo responsabile, preferibilmente di persona o in videochiamata, per evitare fraintendimenti e dimostrare professionalità.
In ogni caso, evita di comunicare le dimissioni tramite SMS, WhatsApp o attraverso i colleghi prima di averne parlato con il tuo responsabile diretto, poiché ciò potrebbe compromettere il rapporto e creare tensioni inutili in azienda.
Durante il confronto, preparati alla domanda “Perché te ne vai?” rispondendo in modo diplomatico, senza entrare in dettagli troppo critici o negativi, ma mantenendo un tono costruttivo.
Può capitare che l'azienda proponga un exit interview, ovvero un colloquio di uscita. Questo momento può essere gestito in modo utile e professionale, condividendo feedback costruttivi sull’esperienza lavorativa senza bruciare i rapporti, anche se sei pronto a cambiare percorso professionale.
Come gestire il passaggio di consegne
Un passaggio di consegne ben organizzato è fondamentale per garantire continuità al lavoro e lasciare un’ottima impressione professionale. L’ideale è preparare un documento chiaro e strutturato che raccolga tutte le informazioni utili per chi subentrerà nel ruolo, come progetti in corso, contatti chiave, scadenze imminenti e tutte le indicazioni operative necessarie per proseguire le attività senza interruzioni. Se previsto dall’azienda, è importante includere anche l’elenco di eventuali accessi, credenziali o strumenti da trasferire in modo sicuro.
Offriti anche di formare il sostituto, anche solo per alcuni giorni o per un breve periodo di affiancamento. Questo contribuisce a ridurre i tempi di inserimento e dimostra senso di responsabilità fino all’ultimo giorno di lavoro.
Un passaggio di consegne fatto con cura non è solo una buona pratica organizzativa: rafforza la tua reputazione professionale e può facilitare l’ottenimento di referenze positive in futuro.
Cosa evitare assolutamente
Durante il processo di dimissioni, alcuni comportamenti possono rovinarti la reputazione professionale e creare tensioni inutili con l’azienda. Ecco cosa non fare:
- Non includere critiche o lamentele nella lettera formale di dimissioni
- Non comunicare le dimissioni tramite messaggi informali o canali non ufficiali
- Non sparire senza preavviso (salvo casi di giusta causa)
- Non parlare male dell’azienda o dei colleghi sui social network durante il preavviso
- Non trascurare le ultime settimane di lavoro: mantieni impegno e professionalità fino alla fine del rapporto

Conclusioni
Scrivere una buona lettera di dimissioni richiede qualche accorgimento, un po' come quando si scrive un curriculum vitae. Una lettera di dimissioni efficace deve essere concisa, rispettosa e professionale. In questo modo, potrai lasciare una buona impressione al tuo datore di lavoro, che sarà sicuramente più propenso a fornirti una referenza positiva in futuro.
Cosa fare
- Concentrati sugli aspetti positivi;
- Esprimi gratitudine per l'opportunità ricevuta;
- Fornisci assistenza nel processo di transizione;
- Mantieni la lettera breve e concisa.
Cosa non fare
- Creare tensione con reclami e critiche;
- Soffermarti sugli aspetti negativi;
- Fornire dettagli eccessivi;
- Non rispettare il periodo di preavviso previsto.
Ti auguriamo buona fortuna per la tua carriera futura e speriamo che questi consigli ti aiutino a dimetterti senza intoppi!
I prossimi passi?
Se stai preparando le tue dimissioni e vuoi muoverti subito verso una nuova opportunità lavorativa, il prossimo passo è aggiornare il tuo curriculum e iniziare a candidarti. Puoi partire dai modelli di curriculum vitae di CVMaker, pensati per valorizzare al meglio la tua esperienza e presentarti in modo professionale ai recruiter.
Nel nostro blog trovi anche guide pratiche su come scrivere una lettera di presentazione, sulle domande più frequenti a un colloquio e su come rifiutare una proposta di lavoro, così potrai affrontare il cambiamento professionale con maggiore sicurezza e consapevolezza.
Domande frequenti (FAQ)
1. Cosa includere in una lettera di dimissioni?
Nella lettera di dimissioni devi includere i tuoi dati personali, quelli del destinatario, la data, l'oggetto della lettera, un corpo centrale, una formula di chiusura e la tua firma. Dovrai indicare la data in cui intendi terminare il contratto di lavoro e, se lo desideri, spiegare le ragioni della tua decisione e mostrare la tua gratitudine all'azienda per le opportunità professionali ricevute.
2. Perché è necessaria una lettera di dimissioni?
La lettera di dimissioni è un documento formale che attesta la tua intenzione di dimetterti e il rispetto del periodo di preavviso concordato. Inoltre, è un modo professionale e rispettoso per documentare la tua partenza, garantendo che venga gestita correttamente.
3. Come scegliere il formato giusto?
Quando scrivi la tua lettera di dimissioni, tieni in considerazione gli standard del settore e segui le linee guida specifiche stabilite dall'azienda. Un formato chiaro e conciso consente di trasmettere efficacemente il messaggio. Evita paragrafi troppo lunghi e lascia spazio tra le diverse sezioni della lettera (intestazione, corpo, chiusura) per facilitare la lettura del documento.
4. Come dare le dimissioni mantenendo un rapporto positivo?
Per dare le dimissioni con garbo e riuscire a mantenere un rapporto positivo con il tuo datore di lavoro è necessario adottare un approccio professionale e rispettoso. Ecco alcuni suggerimenti su come procedere:
- Rispetta il periodo di preavviso stabilito nel tuo contratto o nel contratto collettivo della tua categoria di appartenenza.
- Prima di inviare la lettera di dimissioni formale, è una buona idea informare previamente il tuo responsabile diretto.
- Proponi di aiutare con il passaggio di consegne e con la formazione del tuo sostituto.
- Esprimi la tua gratitudine per l'opportunità professionale offerta e sottolinea gli aspetti positivi della tua esperienza lavorativa.
- Evita le critiche e mantieni un tono professionale e cortese.
5. Devo motivare le mie dimissioni?
No, non è necessario giustificare la tua decisione di dimetterti. Se lo desideri, puoi indicare le motivazioni alla base della tua scelta, ma non è obbligatorio. Alcune opzioni per motivare le tue dimissioni potrebbero riguardare una nuova opportunità di lavoro più in linea con i tuoi obiettivi professionali o semplicemente motivi personali, come un trasferimento in un'altra città o nazione.
6. Quanto preavviso devo dare?
Ti consigliamo di controllare il tuo contratto di lavoro o, in alternativa, i termini previsti dal contratto collettivo della tua categoria di appartenenza. In effetti, il periodo di preavviso varia a seconda del CCNL e del livello di anzianità maturato.
7. Posso revocare le dimissioni dopo averle inviate?
Sì, puoi revocare le dimissioni entro sette giorni di calendario dalla trasmissione del modulo telematico, utilizzando la stessa procedura online sul portale del Ministero del Lavoro.
8. Cosa succede se mi dimetto durante la maternità?
Le lavoratrici in gravidanza e fino a tre anni dalla nascita del bambino possono dimettersi senza preavviso e con diritto alle indennità di legge. Le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro.
9. Posso dimettermi via email?
In molti aziende, è accettabile inviare le dimissioni via e-mail come comunicazione informale preliminare. Tuttavia, se la procedura telematica è obbligatoria, la comunicazione ufficiale deve avvenire tramite il portale del Ministero del Lavoro con SPID o CIE.
10. Cosa sono le dimissioni in bianco e perché sono illegali?
Le dimissioni in bianco sono un foglio di dimissioni senza data che alcuni datori di lavoro facevano firmare ai dipendenti al momento dell'assunzione, per poterle usare in qualsiasi momento. Questa pratica è illegale dal 2016, quando è stata introdotta la procedura telematica obbligatoria proprio per contrastarla.
11. Posso usare le ferie per accorciare il periodo di preavviso?
Sì, previo accordo con il datore di lavoro, puoi utilizzare i giorni di ferie residui per coprire in parte o del tutto il periodo di preavviso, anticipando così la data effettiva di fine rapporto.
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